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I musei e la sfida del suono: il nostro progetto con Spazio Gerra

Fino ad alcuni anni fa, quando si pensava alle istituzioni culturali e al suono, l’unico strumento a cui si faceva riferimento era l’audioguida.

Oggi sono tantissimi i musei che hanno colto le potenzialità dell’audio, attraverso l’utilizzo di podcast, tracce ascoltabili con QR e molto altro, integrando questi prodotti sia all’interno del percorso di visita sia all’esterno del museo.

Per questo vogliamo condividere la nostra collaborazione con il Centro per la Cultura Contemporanea Spazio Gerra, per cui abbiamo creato un contributo audio inserito all’interno di una mostra e un podcast collaterale, fruibile sia dai visitatori che da appassionati della location espositiva.

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La storia dell’audio nei musei

Le origini dell’audio museale risalgono ai totem: sono dispositivi realizzati con un design compatto che permettono ai visitatori, attraverso l’uso di un video touchscreen, di fruire di contenuti registrati in più lingue. I totem, utilizzati sia per alcuni musei che per chiese e palazzi storici, avevano un importante punto di forza: non era necessario uno staff dedicato per poterli usare.

Dai totem si è passati alle audioguide che hanno sostituito la classica guida cartacea, permettendo così ai visitatori di scoprire e guardare le opere nello stesso momento. Le audioguide forniscono informazioni corrette, ma non dialogano con lo spazio e con l’allestimento.

Oggi i musei hanno ampliato la loro sfera di utilizzo del sonoro con l’uso di podcast, playlist, logo sound, opere musicali dedicate e molto altro. Il suono infatti, se progettato come esperienza, permette al visitatore di arricchire le sue emozioni e interazioni con le opere d’arte, affermandosi quindi come un plus.

Come usare l’audio nei musei: 4 esempi

Il suono deve essere considerato come uno strumento che conferisce una dimensione aumentativa all’esperienza di visita, grazie all’utilizzo della tecnologia.

Che si tratti di un’esperienza personale o collettiva, esistono numerosi strumenti che svolgono più funzioni, ecco 4 esempi made in Italy:

  1. comunicare, attraverso il suono, i valori e l’unicità di un’istituzione culturale. Questo è il caso di Galleria Borghese e del logo sound che ha fatto realizzare a Federico Longo, compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale. Una successione di suoni in perfetta armonia tra loro che esprime, come fa un logo grafico, l’identità e l’essenza del museo;
  2. raccontare la voce dell’artista e coinvolgere altri intellettuali di più settori su una riflessione aperta dedicata ad alcuni dei temi oggetto della mostra. Questo è il caso del podcast “Gregory Crewdson. Eveningside” realizzato da Chora Media per le Gallerie d’Italia di Torino che fino a gennaio 2023 hanno ospitato una grande mostra dedicata proprio al celebre fotografo contemporaneo. Questo podcast è strutturato in 3 puntate: nelle prime 2 il giornalista Mattia Carzaniga dialoga con lo scrittore Mario Calabresi, la critica cinematografica Mariarosa Mancuso, la giornalista Marta Ciccolari Micaldi e l’illustratore Emiliano Ponzi; la terza è un racconto dello stesso Crewdson. Un’opportunità per i visitatori della mostra di prepararsi all’esperienza di visita in modo consapevole, come nel caso del podcast “Una specie di tenerezza” realizzata per la mostra di Marlene Dumas a Palazzo Grassi;
  3. creare un legame più diretto con i visitatori attraverso l’uso di una playlist. Questo è quello che è stato fatto da Richard Mosse e i suoi curatori nell’ambito della mostra “Displaced” alla Fondazione MAST di Bologna. Per l’occasione è stata realizzata una playlist di 14 brani per creare un legame tra la ricerca dell’artista, gli spazi espositivi e una pratica ormai quotidiana di tantissime persone (ascoltare la propria playlist preferita su Spotify);
  4. narrare l’identità vibratoria di uno spazio espositivo. Torna ancora una volta Galleria Borghese con l’opera musicale VIBR.ID che è stata commissionata sempre a Federico Longo e riprende la vocazione del Cardinale Scipione Borghese di commissionare musica contemporanea. Longo per settimane ha passeggiato nelle sale, captando le loro vibrazioni e il risultato è una composizione ispirata ai 4 principi dell’armonia, dell’unicità, dell’essenzialità delle forme e della bellezza.

Podcasting e musei

Dal 2020 ad oggi sono sempre di più le realtà culturali che hanno deciso di investire sul podcasting come strumento di narrazione: abbiamo citato per esempio Palazzo Grassi e Gallerie d’Italia di Torino.

Ma perché ha senso investire su un prodotto audio come un podcast per un museo?

Ecco alcuni vantaggi in ordine sparso:

  1. è uno strumento per potenziare la brand awareness;
  2. può fidelizzare i visitatori abituali e raggiungerne di nuovi in target;
  3. è un format di divulgazione che si può fruire sia internamente al museo che prima o dopo la visita;
  4. crea un’empatia condivisa con le persone, andando oltre l’approccio puramente informativo;
  5. se viene integrato in una strategia digitale di ampio respiro, può contribuire ad incrementare le visite al sito e ai canali di riferimento del museo.

Se ti interessa approfondire il tema podcasting per i musei, abbiamo pubblicato su Travel on Art un articolo dedicato con tantissime informazioni tecniche, consigli e case history!

Leggi anche: Podcast per la cultura, come inserirli in una strategia di comunicazione

La nostra collaborazione con Spazio Gerra

Tra aprile e luglio del 2022 abbiamo collaborato con il Centro per la Cultura Contemporanea Spazio Gerra di Reggio Emilia su 2 fronti, tra loro interconnessi.

All’interno dello spazio espositivo del Capannone #18 delle Reggiane Parco Innovazione è andata in scena la mostra fotografica “Un tocco di classe”, dedicata all’occupazione delle Officine Meccaniche Reggiane nel 1950-1951.

Il percorso espositivo è stato completato da audio-narrazioni e da materiali documentali, sia originali dell’epoca che attuali, che avevano l’obiettivo di rendere l’esperienza del visitatore ancora più immersiva ed emozionale.

All’ingresso della mostra Simone Ferrarini, artista e mediatore culturale, ha realizzato due opere e noi ci siamo occupate della creazione del contenuto audio di approfondimento. Per l’occasione abbiamo raccolto alcune parole di Simone, che raccontano un episodio personale importante, e le abbiamo tradotte in un contributo che unisse la parte informativa a quella intima che solo una voce narrante può creare.

contenuti audio podcast la città nella città

Ma il nostro lavoro non si è concluso qui, perché abbiamo voluto creare un fil rouge che unisse il racconto delle Officine Meccaniche Reggiane di ieri a quelle di qualche anno fa. (fino al 2010 circa)

Così abbiamo realizzato il podcast “La città nella città” che racconta la vita di questa fabbrica che non è stata solo il teatro dell’occupazione operaia più lunga d’Italia, ma anche il punto di riferimento di tantissimi artisti italiani e internazionali.

Uno strumento utile sia per chi aveva visitato la mostra e voleva approfondire l’esperienza artistica, per molti ancora inedita, delle Officine Meccaniche Reggiane e per chi conosceva già la storia di questo luogo simbolo dell’arte urbana in Italia e voleva approfondire il dietro le quinte.

Il podcast La città nella città

Il podcast “La città nella città” è stato strutturato in 4 puntate e unisce 4 voci: quelle di 3 artisti di diverse generazioni e quella del figlio di un ex operaio che ha partecipato all’occupazione del 1950-1951.

Noi ci siamo occupate dello storyboard, delle registrazioni audio, della scrittura e del montaggio.

La scelta di lavorare a questo contenuto collaterale alla mostra aveva l’obiettivo di fornire uno strumento di approfondimento ai visitatori che non conoscevano questa parte della storia e a chi invece è appassionato di arte urbana e non sapeva che le Officine Meccaniche Reggiane sono state un punto di riferimento non solo nazionale, ma europeo.

Sono molte le persone che hanno ascoltato il podcast passeggiando davanti ad alcune delle opere ancora visibili, ripercorrendo una storia che non può essere dimenticata.

Il podcasting è lo strumento perfetto per tramandare memorie condivise: per questo le istituzioni culturali dovrebbero scommettere sempre di più su questo tipo di contenuto!

Se vuoi approfondire quali sono alcuni dei podcast più interessanti sull’arte in Italia, puoi leggere il nostro articolo su Travel on Art!

Leggi anche: I podcast d’arte da non perdere!

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