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Che cos’è il potenziale social di un brand e quanto è importante?

Lavorare con i social media significa evolvere di mese in mese.

Variazioni degli algoritmi, nuovi formati, piattaforme che sfumano e altre che esplodono, influencer marketing, trend che diventano obsoleti dopo pochi giorni: pensare che i social media siano quelli del 2015, in cui bastava pubblicare una foto per essere presenti nel modo giusto, è un errore madornale. 

Ma quando ne parliamo apertamente con clienti o potenziali tali, capiamo che molte realtà faticano a capire che i social non sono più piattaforme gratuite di intrattenimento, ma strumenti di marketing. E questo implica che se vuoi utilizzarli per migliorare la brand awareness o incrementare il fatturato, devi investire.

In questo articolo vogliamo analizzare che cosa significa usare i social media in modo professionale e approfondire il tema del potenziale social di un brand, proposto da Veronica Gentili, Social Media Marketing Expert che seguiamo da anni.

C’era una volta, ma ora non più: i social media strumenti di marketing

Nel 2015 i social media erano piattaforme di intrattenimento, ma già all’epoca, nella visione dei grandi imprenditori della Silicon Valley, il piano era chiaro: portare sempre più persone ad iscriversi su queste piattaforme per raccogliere dati e vendere spazi pubblicitari alle aziende

Quindi abbandoniamo l’idea del profilo Instagram con le foto a scacchiera o della pagina Facebook in cui mettevi in evidenza un post con un clic e i like piovevano a fiotti: oggi i social media sono strumenti di marketing e come tali richiedono di essere utilizzati.

Ti è mai capitato di farti una di queste domande?

“Vorrei trovare nuovi clienti profilati sui social, ma non so gestire le piattaforme”.

“Vorrei non trovarmi sempre con l’acqua alla gola perché non so mai cosa postare”.

“Vorrei che i miei social fossero uno specchio della mia azienda, ma nessuno li cura”.

Se la risposta è sì, ecco cosa devi fare se vuoi investire su queste piattaforme per raggiungere uno o più obiettivi (brand awareness, aumento clienti etc): 

  • parola d’ordine è social media strategy. I canali social sono molti e non è necessario essere presenti su tutti, ma su quelli in cui puoi raggiungere le tue personas. Per questo motivo è fondamentale rivolgersi ad una social media strategist che, partendo dal piano marketing del tuo business, individui piattaforme e tipologie di contenuti da pubblicare;
  • seconda parola d’ordine è content creation. Le foto di stock o i video fuori focus non sono più accettabili. Rivolgersi ad un content creator (che si occupi di fotografia e di short video) è determinante per sviluppare dei contenuti di qualità, che rispecchino il tuo brand e che siano in linea con le richieste delle piattaforme che ti ospitano;
  • advertising, advertising, advertising! E potremmo ripeterlo ad oltranza perché se apri un profilo social ex novo nel 2023 non puoi pensare di lavorare solo con contenuti organici. Rivolgersi ad un advertising specialist è una condizione fondamentale: esattamente come prevedere lo stanziamento di un budget mensile (e se vuoi trovare nuovi clienti, non parliamo di 100 euro al mese, ma di cifre ben diverse). 

Che cos’è il potenziale social di un brand e perché è importante?

Partiamo dalla definizione di potenziale social che ha dato Veronica Gentili: “Si tratta delle capacità e delle risorse che un brand ha in sé di poter ottenere risultati con i social network (notorietà, considerazione, vendita…), attraverso le dinamiche che sono loro proprie (coinvolgimento, ispirazione, intrattenimento…)”.

Adesso entriamo nello specifico: su alcune piattaforme, come per esempio Instagram e Tiktok, alcuni argomenti, e di conseguenza prodotti, hanno un potenziale social decisamente più alto di altri. Per esempio è il caso del food, in particolare delle ricette, e il caso del beauty, sia per i prodotti di make up che per i prodotti per il corpo. 

Ma non ci fermiamo qui: alcuni brand possiedono anche un altro elemento significativo che è avere una front woman o un front man che si distingue nel mercato per la capacità di parlare davanti ad uno schermo, l’empatia, il piglio social (possiamo citare l’Estetista Cinica con Veralab o Carlotta Perego con Cucina Botanica) etc. E qui ci colleghiamo anche al tema della disponibilità del team interno di contribuire alla creazione di contenuti di valore capaci di veicolare le unicità del brand. 

E poi non bisogna trascurare i valori: varie analisi di mercato per esempio hanno dimostrato che la Generazione Z, a parità di prodotto, sceglie un brand in base ai suoi valori (come intersezionalità, sostenibilità ambientale etc). 

Infine alcuni brand possiedono una serie di risorse, sia economiche che di notorietà, che garantiscono un posizionamento vincente.  

Tutti questi sono gli elementi che compongono il potenziale social di un brand!

Perciò non risulta difficile comprendere come il progetto di un brand di piccole e medie dimensioni, con un prodotto dal “ridotto appeal social” e rivolto ad un target B2B, e con scarse capacità di investimento economiche, possa concludersi senza risultati soddisfacenti. 

E qui ci ricolleghiamo ad altri due temi:

  • avere vari account, ma con uno scarso potenziale social e non investire, può essere controproducente. Se non ci sono le condizioni necessarie per investire in questi strumenti di marketing, è preferibile attendere se e quando ci saranno maggiori risorse da investire;
  • quando veniamo contattate da un possibile cliente, spieghiamo sempre che la prima fase di lavoro per noi riguarda l’analisi dello status quo e degli obiettivi di breve e medio termine che si vogliono raggiungere. E qui il consulente si occupa anche di identificare il potenziale social del brand ed esprimere una sua opinione professionale in merito. Ci è capitato alcune volte di confrontarci con clienti che durante i primi incontri promettevano budget per ads e content creation, ma poi nel concreto questi aspetti non sono stati sviluppati, determinando anche il naufragio del progetto. 

Morale attuale del discorso: condividere informazioni chiare con un potenziale cliente è il primo passo per stabilire un rapporto di fiducia e dall’altra parte un cliente deve investire del budget per affidarsi a professionisti competenti per sviluppare strategie di social media marketing efficaci.

Come possiamo aiutarti nella strategia social del tuo brand?

Come ReFactory Communication abbiamo un’ampia esperienza nella comunicazione social e nell’attività di content creation per aziende e istituzioni culturali. 

Ci occupiamo della consulenza strategica, della creazione dei contenuti e del social media management: se hai domande contattaci via email per fissare un primo incontro conoscitivo!

Speriamo che questo articolo ti sia utile e se vuoi approfondire altri temi legati alla comunicazione, puoi leggere gli altri articoli del nostro blog!

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