Quando si parla di crescita organica su Instagram, quindi senza attività di advertising, l’unica risposta plausibile sono i reels. Qui non vogliamo dirti che i reels non sono importanti, anzi, ma non dobbiamo nemmeno limitarci a pensare solo all’interno di questo unico schema.
Negli ultimi anni gli short video si sono imposti sia su Instagram che su TikTok come il format per eccellenza, permettendo a numerosi profili di crescere molto e in tempi rapidi, ma esistono anche altre opzioni sul menù e bisogna analizzarle in base al proprio contesto e ai propri obiettivi.
In questo articolo condividiamo una case history per mostrarti come, all’interno di una social media strategy completa, sia necessario unire lo studio dei trend alla conoscenza della propria community e alla propria attitudine e creatività.
I format di Instagram
Uno delle caratteristiche più interessanti di Instagram è la sua versatilità!
Su questa piattaforma puoi pubblicare foto singole, caroselli, short video e poi ci sono le Ig stories, le Ig stories in evidenza, le Live. Avere a disposizione tutti questi formati da un lato può spaventare, ma dall’altro ci permette anche di sperimentare e metterci alla prova, testando in base ai nostri obiettivi che cosa può funzionare di più e che cosa meno.
La fase di testing è essenziale anche per imparare a conoscere la propria community, cogliendo ciò che interessa e suscita curiosità, rispetto ad altri contenuti che non catturano l’attenzione.
Per questo, da quando c’è stata la rivoluzione dei reels, molte persone hanno sentito la pressione di dover pubblicare solo ed esclusivamente quelli, abbandonando altri tipi di contenuti. Questo te lo diciamo perché è una situazione che abbiamo vissuto sia con i nostri clienti che con il nostro profilo da creator Travel on Art.
Come sempre, ogni caso è a sé, ma senza una social media strategy ad hoc, frutto dello studio e dell’analisi di più elementi, si rischia di andare a tentoni.
Ora vogliamo farti un esempio concreto di un contenuto che è diventato virale e ci ha permesso di ottenere quasi 500 follower e la cosa più interessante è che non stiamo parlando di un reel.
La case history di una gallery virale su IG
Nell’ultimo mese sul profilo Instagram di Travel on Art, il nostro progetto editoriale dedicato al turismo culturale contemporaneo, abbiamo ideato un nuovo concept che è la “rubrica salva weekend”.
Si tratta di una guida fotografica con una media di 10/15 scatti, per ora dedicata solo a grandi città, in cui mescoliamo musei, spazi d’arte indipendenti, opere d’arte pubblica, locali, negozi che abbiamo visitato e amato. Possiamo definirla a tutti gli effetti una guida 100% Travel on Art style che unisce il nostro sguardo con le fotografie e il nostro tone of voice, attraverso dei brevi testi di accompagnamento nelle foto.
Fino ad oggi ne abbiamo pubblicate due: una su Roma e una su Milano che abbiamo condiviso proprio alla fine delle feste. Qui trovi uno screen degli insights di questo contenuto che dimostrano come sia possibile acquisire followers, in questo caso 418, anche da una gallery fotografica e non solo da un reel.

Non solo, un altro dato che troviamo interessante è che il numero di salvataggi supera quello dei like, e qui colleghiamo ad altre tre considerazioni.
La prima è che quando si definisce una nuova rubrica è fondamentale individuare l’obiettivo che deve avere: nel nostro caso l’azione che volevamo che le persone compissero era proprio il salvataggio (per esempio in questo post ci interessano meno i commenti) e poi sempre spingere alla condivisione (che ci aiuta a raggiungere persone che non ci conoscono).
La seconda è che Instagram ha iniziato a mostrare nella sezione dei reel anche i caroselli quindi è aumentata la possibilità di andare virali anche con questo tipo di contenuto che fino a qualche tempo fa veniva usato principalmente per rivolgersi alla community.
La terza è che i nostri iphone sono pieni zeppi di foto, anche belle a nostro avviso, delle tante città che abbiamo visitato in questi anni, ma la maggior parte delle volte questi scatti rimangono nel dimenticatoio perché i video hanno la precedenza.
E invece perché uno deve escludere l’altro?
Un video stimola un tipo di narrazione completamente diverso dal concept della “guidina salva weekend” che abbiamo ideato, quindi possiamo lavorare ad entrambi in un’ottica di racconto a 360 sfumature di una destinazione!
Quindi quello che vogliamo condividere con te è di non farti limitare dal format, ma di ideare e sperimentare in base ai tuoi obiettivi e in base agli interessi e ai bisogni della tua community.
Pensi di avere bisogno di supporto per lavorare alla tua social media strategy e individuare delle rubriche che ti rappresentino al 100% e siano utili e di ispirazione per le persone che ti seguono?
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