9 post social di musei da cui prendere ispirazione

Quando lavori nel settore della comunicazione digitale sai perfettamente che è una sola l’abitudine che devi coltivare: quella al cambiamento. Le piattaforme social evolvono ad una velocità stratosferica e quello che fino a qualche tempo fa andava bene poi può rivelarsi antiquato e inefficace.

Ci sono però delle grandi realtà culturali, in Italia e all’estero, che hanno dimostrato non solo di sfruttare alla perfezione i nuovi trend, ma anche di anticiparli. In questo articolo abbiamo raccolto alcuni esempi di contenuti social, veicolati sui profili Instagram di importanti istituzioni museali, che rispondono alle 3 I di Instagram: intrattenere, informare, ispirare.

L’obiettivo di questo viaggio, che potremmo intitolare “Digital Park dell’Arte”, è mostrarti quali sono alcuni dei contenuti social più riusciti nel settore della cultura (e da cui puoi trarre ispirazione e riflessioni).

Louisiana Museum of Modern Art – Copenaghen

Se hai visitato Copenaghen sai bene che il Louisiana Museumof Modern Art è un’istituzione assoluta.

Noi l’abbiamo visitato durante un road trip tra la Germania e la Danimarca e ci avremmo trascorso almeno due giorni, tra collezione permanente, mostre temporanee, installazioni open air, spazi di comuni. Dopo il nostro viaggio abbiamo iniziato a studiare la loro comunicazione è uno dei contenuti a nostro avviso più riusciti è questo.

Quando un museo lavora alla campagna di lancio di una nuova mostra di solito segue due filoni di contenuti:

  • il racconto dell’artista (biografia, storia, valori, narrativa etc)
  • il racconto del percorso tematico della mostra (fili conduttori, opere in mostra, attività correlate, didattica, etc).

Durante il pre lancio spesso si vedono contenuti che alternano l’uso di locandine a foto di repertorio, ma l’appeal sui social non è sempre garantito. In questo caso sull’account IG, il Louisiana ha pubblicato un reel in vista dell’opening della mostra “Pussy Riot”, che mette in luce il decennale confronto del collettivo artistico femminista-attivista con il regime russo.

Poteva optare per una classica gallery fotografica, invece utilizzando alcuni degli scatti e dei materiali di archivio del collettivo, hanno montato un reel immersivo e con un sound impattante che ti tiene incollata fino all’ultimo secondo. Sia in apertura che in chiusura non mancano poi le informazioni utili per il visitatore, quindi titolo mostre e data di apertura e chiusura, oltre ad una caption esplicativa, ma comunque abbastanza breve. 

A dimostrazione del fatto che i reel non hanno un modello preimpostato da seguire religiosamente, ma possono essere adattati ad obiettivi e linguaggio, conferendo forza a ciò che si vuole comunicare alla propria community, in questo caso l’opening di una mostra!

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Roma

Una delle istituzioni culturali che più abbiamo studiato e visitato è la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Sarà lo zampino di quella donna e professionista straordinaria che è stata Palma Bucarelli, ma ogni volta che torniamo a Roma fare tappa qui è necessario (anche se negli ultimi mesi ci siamo un po’ allontanate per varie vicissitudini).

Il contenuto di cui ti vogliamo parlare riguarda un’opera iconica e, nello specifico, l’avviso rivolto a tutta la community del ritorno in sala della straordinaria “Le tre età” di Gustav Klimt.  Opere come questa spesso sono delle autentiche motivazioni di visita, per questo è fondamentale che un museo sappia aggiornare la community sulla presenza o meno di certe opere. 

E così il contenuto “The Klimt Effect” che comunicava il ritorno in sala dell’opera e la posizione precisa in cui poterla trovare è stato assolutamente riuscito, puoi vederlo qui.

Uno degli aspetti che abbiamo apprezzato di più, oltre al copy  dritto al punto e all’attenzione nel rispondere ai commenti, è stata la scelta di pubblicare una gallery di scatti in cui le persone interagiscono in più modi con la tela.

Alcune persone accostano la testa in modo intimo, altre sorridono entusiaste, altre ancora esibiscono un tatuaggio o una fotografia, altre sono così profondamente immerse dallo studio della tela da non accorgersi di essere stati fotografati. Questo contenuto fotografico che cosa ci trasmette? 

Una sensazione di empatia: l’opera non è un capolavoro esposto in modo freddo nella sala di un museo, ma è qualcosa che fa parte delle nostre vite, che suscita in noi emozioni più o meno scomposte anche visivamente. Noi diventiamo parte della sua storia e lei della nostra e quando questo accade non c’è nulla di più bello (anche a livello di comunicazione).

MoMA – New York

Se pensi a New York, qual è il primo museo che ti viene in mente? Siamo certe che tra le opzioni ci sia il MoMA, che accoglie una delle collezioni permanenti d’arte moderna e contemporanea più ricche al mondo!

Bene, anche il MoMA, che dispone di budget di comunicazione impensabili per qualunque museo italiano, sa fare della semplicità un reel efficace: è il caso di Five must-have MoMA art books for #BookMonth che puoi vedere qui.

Si tratta di un video che potrebbe girare chiunque senza sforzo, ma che fornisce dei consigli e delle ispirazioni che un appassionato d’arte non perderebbe mai!

Questo cosa dimostra? Anche i grandi musei come il MoMA, con budget infiniti, non hanno bisogno sempre di creare contenuti tecnicamente dall’effetto WOW: la semplicità paga e permette di creare una relazione diretta con la community che non esige sempre e solo reel “stile Hollywood”!

Louvre – Parigi

Passiamo dalla semplicità di un contenuto alla portata di tutti, come quello del MoMA, al contenuto “stile Hollywood” che accennavamo prima. Perché alcuni grandi musei sono diventati a tutti gli effetti spazi per eventi (come video musicali) e anche teatri di campagne di comunicazione di grandi brand.

Qui parliamo di una collaborazione del Louvre di Parigi con il brand Lancôme che ha reinterpretato in chiave contemporanea la bellezza senza tempo di alcuni capolavori della collezione del museo francese. 

In particolare questa campagna fotografica si ispira a 9 delle sculture più celebri, come la Nike Alata di Samotracia e la Venere di Milo. Lo shooting si è svolto nelle sale dell’istituzione museale parigina ed è stato curato dal fotografo di moda Sølve Sundsbø, che già ha collaborato con diversi brand di moda e i cui lavori sono conservati in alcuni musei come la National Portrait Gallery di Londra. 

Oltre alla campagna fotografica, sono stati realizzati e pubblicati alcuni reel: quello più emblematico è questo, che è stato pubblicato in partnership da Lancôme e dal Louvre. Negli spazi del museo, completamente disabitati e illuminati dalla luce della notte, si muovono le 4 ambasciatrici di Lancôme, le attrici Zendaya e Amanda Seyfried, la cantante Aya Nakamura e la modella He Cong.

Le collaborazioni di questo tipo tra i musei e brand o artist* (in particolare musicali) sono sempre più frequenti: in questo caso Laurence des Cars, Direttrice del Museo, ha specificato una chiave di lettura interessante, cioè che “la cultura pop è spesso ispirata da queste immagini e rappresentazioni senza tempo e le collezioni del Museo del Louvre sono sorprendenti e accattivanti nella loro capacità di fornire una lettura e una comprensione di come questi canoni si trasformano, di come possono essere interpretati e di come si evolvono”.

Tate Modern – Londra

Condividere l’arte è una dichiarazione d’amore e la Tate di Londra ha condiviso in vista di San Valentino un contenuto perfetto per promuovere la vendita delle membership

Ma entriamo nel dettaglio: raccogliendo alcuni user generated content (contenuti prodotti dai visitatori e dalle visitatrici), la Tate ha creato una gallery emozionale di scatti che ritraggono alcune coppie davanti ad opere d’arte, puoi vederla qui.

Dopo un gancio di caption accattivante, “Guardare l’arte insieme è un linguaggio d’amore”, invita a scegliere un regalo di San Valentino unico come la membership che permette ad ogni persona di usufruire di un ingresso gratuito illimitato alle mostre e di altri benefit esclusivi. Vengono poi condivise una serie di informazioni più tecniche su come acquistare la membership e la data entro cui si può fare questo regalo per riceverlo entro il 14 febbraio. 

Ricollegandoci al tema della fidelizzazione, per contrastare una fruizione del museo mordi e fuggi, trasformare la visita di una mostra in un gesto d’amore è sicuramente una strategia centrata! 

Fondazione Prada – Milano

Se parliamo di pre lancio di una mostra, abbiamo un altro contenuto asso da calare.

Fondazione Prada a Milano ha ospitato un’importante mostra dedicata a Pino Pascali e per comunicare il backstage ha realizzato un reel cinematografico e poetico.

Cura dei dettagli, un sound calzante, il ruolo centrale dell’elemento luce e il mix perfetto tra un’operosa artigianalità e la potenza delle opere di Pascali: tutti questi ingredienti hanno contribuito ad attirare non solo la nostra attenzione, ma anche ad instillare un’emozione spingendoci a fantasticare sull’apertura della mostra.

Se stai cercando idee per il reel di pre lancio di una mostra che non puoi dimenticare, ne trovi una eseguita alla perfezione qui.

Peggy Guggenheim Collection – Venezia

Trovare un link tra una mostra o un’opera in mostra e un evento o un fatto accaduto nella quotidianità può aiutare un’istituzione culturale a creare un legame più diretto ed empatico con un potenziale visitatore.

Questo è quello che è stato fatto in modo impeccabile, sfruttando la serata di Halloween, dal team comunicazione della Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Mixando il giusto sound, alcune delle opere della mostra di Marina Apollonio e la partecipazione di parte del team, ecco che si è creato il reel perfetto.

Un contenuto che ci fa immergere nella serata più spaventosa dell’anno, accostandoci alle opere d’arte in mostra in modo inedito, iconico e anche fantasioso.

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – Torino

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che è una delle istituzioni culturali più interessanti in Italia, si distingue da tempo grazie alla comunicazione social irriverente e unica firmata da Silvio Salvo, maestro dell’instant marketing pop fatto a regola d’arte.

In occasione dell’inaugurazione della mostra Silent Studio di Mark Manders, Silvio Salvo ha creato una serie di contenuti iconici e in uno di questi le “vittime da meme” siamo proprio noi (con Silvio c’è un’amicizia che dura da anni quindi nessuna Anna e Anastasia sono state maltrattate). 

Partendo da una serie di nostri scatti davanti ad una delle opere d’arte, Silvio Salvo ha creato un carosello informativo che, oltre ad essere estremamente divertente, veicola un’informazione importante sulla mostra e sulle opere di Manders che, nonostante l’apparenza, non sono in argilla ma in bronzo

Questo contenuto, oltre ad essere divertente e a coinvolgere la community di affezionati della Fondazione (tra cui noi in primis), trasmette delle nozioni tecniche sull’artista in modo semplice e fruibile, e quando questo succede la comunicazione fa jackpot! 

Se ti va di vedere il contenuto, ti basta fare clic qui!

Rijksmuseum – Amsterdam

E qui abbiamo un altro museo che sa comunicare e lo fa con estrema cura.

Il Rijksmuseum di Amsterdam è uno dei musei più famosi al mondo e ospita capolavori di artist* olandesi, come “La ronda di notte” di Rembrandt. Ed è proprio da quest’opera iconica di Rembrandt che hanno realizzato un reel in cui spiegano che pigmenti naturali venivano usati per creare la pittura.

Si tratta di un contenuto video lungo e divulgativo in cui la parte visiva si mescola in modo bilanciato alle informazioni che vengono fornite (rigorosamente con i sottotitoli), lasciando scorrere dettagli dell’opera e video in cui si realizza la pittura. Nonostante la richiesta di attenzione maggiore, rispetto ad un reel di 20/30 secondi, questo contenuto ha riscosso tantissimo successo tra la community, ispirando domande, commenti e nuove suggestioni.

Puoi vederlo qui!

Intercettare la sete di curiosità della propria fanbase e creare dei contenuti che veicolino anche messaggi tecnici e formativi è una delle sfide più difficili, ma necessarie per un museo e il Rijksmuseum lo fa bene.

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